"Riduzione del 40% dei gas che alterano il clima entro il 2030". Trento e il Piano per l’energia sostenibile, dalle luci a led alla riqualificazione degli impianti sportivi
Il Paesc, già presentato alla Giunta, sarà in esame del Consiglio comunale di Trento a metà novembre. Tra gli investimenti prevista l'installazione di nuove luci a led e impianti per la produzione di energia rinnovabile: "Comunità energetiche? Uno strumento che guarda al futuro che può contribuire a livello sociale. Trento si impegna a sensibilizzare"

TRENTO. Luci a led, energie rinnovabili, riqualificazione degli edifici, mobilità leggera per i dipendenti pubblici e comunità energetiche. Sono queste alcune delle azioni del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima per il Comune di Trento per ridurre le emissioni. L'obiettivo? Riduzione del 40% dei gas climalteranti entro il 2030 e l’integrazione delle politiche di mitigazione delle emissioni con le strategie di adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici.
Il Paesc già presentato alla Giunta comunale, alle Circoscrizioni e alla Commissione ambiente, sarà in esame del Consiglio Comunale a metà novembre.
Alcune delle azioni in programma sono risparmiare 2.035 megawattora all’anno e 872 tonnellate di Co2 con l’installazione di nuovi punti luce intelligenti a led; investire sulla riqualificazione energetica degli edifici comunali (sostituzioni di centrali termiche, serramenti, sistemi di controllo) e installare impianti per la produzione di energia rinnovabile, con un risparmio stimato in 6.624 megawattora all’anno e 4.555 tonnellate di Co2. Ma non solo, anche efficientare gli impianti sportivi (dal grande intervento sulle Manazzon alla sostituzione del gruppo frigo del palaghiaccio, alle nuovi torri faro sui campi da calcio) con l’obiettivo di risparmiare 5.500 megawattora all’anno e 3.175 tonnellate di Co2.
Tra gli interventi prevista anche la promozione della riqualificazione dell’edilizia privata: già oggi in caso di nuovi edifici o di ristrutturazioni importanti è obbligatorio l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, ma in futuro il Regolamento edilizio potrebbe introdurre criteri energetici e ambientali più stringenti. In questo caso il risparmio energetico stimato è di 338.665 megawattora all’anno e di oltre 78 mila tonnellate di Co2.
Inoltre si andranno a sviluppare la rete ciclabile e i percorsi per i pedoni (31.470 megawattora e 7.810 tonnellate di Co2 risparmiati), potenziare le infrastrutture del trasporto pubblico (73.440 megawattora e 18.220 tonnellate di Co2 in meno) e a sostenere la filiera corta e la vendita di prodotti a chilometro zero.
Fondamentale il passo verso le comunità energetiche e il teleriscaldamento. "Il comune - dichiarano Paola Ricchi e Patrizia Scaramuzza del servizio Sostenibilità e transizione ecologica - sta andando nella direzione di ridurre o meglio attivare un'opportunità di autoconsumo in modo da gestire la produzione di energia sui propri edifici. Laddove partecipano le amministrazioni comunali alle comunità energetiche, oltre che essere un garante diventano un grande motore di sensibilizzazione, al di là dei consumi. Siamo in una fase in cui stiamo studiando cosa potrebbe fare il Comune che intanto si impegna ad agevolare e sensibilizzare i cittadini e anche a prenderne parte. Ma non escludiamo potremmo diventare noi i prossimi". Ora bisogna puntare il più possibile alle rinnovabili. "Sicuramente è uno strumento che guarda al futuro che può contribuire anche a livello sociale".
Cosa prevede il Paesc?
Ad oggi, con le misure del Paesc lo scenario 2030 prevede il 47% di riduzione delle emissioni di CO2, superiore al 40% richiesto e in avvicinamento rispetto ai più ambiziosi trend europei per l’accelerazione verso la neutralità climatica (-80% emissioni di Co2 al 2050).
Il Paesc è l’erede del Patto dei sindaci per il clima e l’energia, un movimento lanciato dalla Commissione europea nel 2008 con l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 del 20% entro il 2020. Con il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes), approvato nel 2015, il Comune ha superato l’obiettivo europeo, raggiungendo nel 2019 una riduzione di CO2 del 22% rispetto al 2006, anno di riferimento.
Il Paesc riprende da dove il Paes ha lasciato assumendosi impegni ancora più ambiziosi: oltre alla mitigazione delle emissioni per fermare l’effetto devastante dei gas serra, la diminuzione dell’inquinamento locale, il risparmio di risorse, l’adozione di misure per prevenire o ridurre al minimo i danni del cambiamento climatico, l’impulso a una transizione energetica che deve essere equa ed inclusiva, evitando fenomeni di povertà energetica.
Il Paesc prevede tre elementi centrali e un respiro a medio-lungo termine (2030- 2050): gli inventari dei consumi e delle emissioni, la mitigazione (prevista dal vecchio Paes) quindi la decarbonizzazione dei territori, l’adattamento (nuovo elemento) che consiste nella riduzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici.
E' lo strumento di indirizzo politico per tutti gli altri documenti di pianificazione e di coordinamento delle politiche territoriali a diversi livelli.
Il Piano è armonizzato e coerente con le strategie previste dal Piano energetico provinciale (Peap) e con gli obiettivi adottati a livello provinciale nell’ambito della Strategia provinciale di Sviluppo sostenibile (SproSS), che individua i 20 obiettivi di sostenibilità provinciali declinando a livello locale i 17 goals dell’Agenda 2030 ed è coordinato con il Pums in via di adozione.
Il percorso partecipativo del Piano è iniziato dall’interno, coinvolgendo fin dalla prima fase di elaborazione, tutti i Servizi comunali competenti. Successivamente la bozza è stata condivisa con i partner del Comune e gli stakeholders direttamente interessati. Sono state coinvolte anche l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente e l’Agenzia Provinciale per le Risorse Idriche e l’Energia. In seguito a questa prima fase sono stati raccolti aggiornamenti, commenti e spunti dei cittadini. Sono state coinvolte anche le Circoscrizioni comunali, a cui è stato chiesto di esprimere osservazioni.
Il Comune dovrà, a due anni dall’approvazione del Paesc, presentare un report di monitoraggio qualitativo, ossia di avanzamento delle azioni. Ogni 4 anni invece dovrà essere presentato un monitoraggio completo che, oltre alla descrizione delle azioni intraprese, contenga un inventario aggiornato delle emissioni.


















